Sergio Savoia promuove il salario minimo, ma il Ticino non è ancora pronto

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Oggi Savoia ha pubblicato sul suo blog un’accorata supplica per promuovere il salario minimo di CHF 4000.-, tema che andrà in votazione il 18 maggio 2014 (assieme a questi altri temi…). A dire il vero prima di entrare in materia ha provocatoriamente lasciato uno spazio libero affinché, chi non fosse d’accordo con lui, potesse inviargli qualche insulto. Avrei voluto rispondergli direttamente sul suo blog, ma visto che una volta ci ho provato e lui non mi ha pubblicato lo faccio direttamente da mio di blog, anche se non dovesse leggermi nessuno. Non sono d’accordo con lui, ma non sono nemmeno d’accordo con chi gli lancia epiteti, quindi cercherò “alla meglio” di motivare il perché non sono d’accordo.

Prima però voglio fare una premessa che serve solo per sgombrare eventuali dubbi. Io non sono un piccolo imprenditore, né faccio parte di associazioni economiche e sono assolutamente sganciato la politica, questo sia a livello locale, che cantonale e anche federale (sennò qualcuno saprebbe chi sono, no?). Attenzione però, conosco perfettamente il problema, sono infatti anni che per diverse aziende gestisco personale (per inciso, non faccio paghe…) in linea e ogni anno ad ottobre il tema è sempre lo stesso; il “budget” del personale dell’anno successivo. Tutte le volte anche la cantilena non cambia, sempre vengono richiesti risparmi, anche di due posizioni decimali di percentuale. Certo, un anno puoi migliorare i turni di lavoro, un altro anno puoi cambiare gli orari d’apertura o non sostituire gente partente ed aumentare la percentuale del tempo di lavoro di altri. Puoi anche diminuire lo stipendio d’entrata dei nuovi collaboratori, ma è evidente che molti nei miei panni hanno “tagliato la testa al toro” ed anno assunto frontalieri a costi ben inferiori (anche di CHF 1000.- e più…), anche licenziando residenti; cosa che io ancora non sono stato ancora costretto a fare. Ma entriamo in merito al tema.

L’iniziativa popolare federale “Per la protezione di salari equi minimi” vuole portare il salario minimo a CHF 4’000.- mensili, anche se sinceramente sul testo si parla di CHF 22.- l’ora (che moltiplicati alle 182 ore mensili medie fanno esattamente CHF 4’004.-). Questa sarebbe una cosa che andrebbe bene per la maggior parte dei cantoni svizzeri dove già gli impiegati prendono molto di più di questa cifra, ma non per il Ticino. Cioè davvero qualcuno pensa che fissando un salario minimo vi sarebbe più lavoro per tutti e soprattutto per i residenti? Per me oggi nessuna azienda è disposta a spendere di più di quello che già spende oggi, soprattutto in Ticino, dove molte aziende sono in crisi e fanno già fatica a campare. Qualcuno forse spera che piazzando un salario minimo così alto (per il Ticino…) le aziende licenzierebbero i frontalieri e assumerebbero i residenti? Non credo proprio. Credo anzi che le aziende ricalcolerebbero tutti gli stipendi, abbasserebbero i tassi d’impiego, dove è possibile, e cercherebbero soluzioni alternative per, alla fine, avere un costo generale dei collaboratori simile all’attuale, questo significherebbe più lavoro precario per tutti. Non solo, per buona pace di Savoia questo significherebbe anche meno aziende sul suolo ticinese e quindi più disoccupazione per tutti, non perché gli imprenditori incapaci e sfruttatori chiuderebbero (loro avrebbero altre soluzioni, ma leggete sotto…), ma perché le moltissime aziende svizzero tedesche e anche estere ancora presenti qui non avrebbero più nessun interesse ad avere succursali in Ticino e le riporterebbero a casa loro, come è d’altronde già successo in altri tempi di crisi (inizio anni ’90 per esempio).

Conosco aziende che hanno quasi il 100% d’impiegati frontalieri, dove in media si danno stipendi di CHF 2’400.- lordi e non per le canoniche 182 ore mensili (tempo pieno), ma bensì per 200 (e più) ore mensili. Dove vengono calcolate le vacanze in ore e quindi non date rispettando le regole, dove i festivi non vengono mai presi in considerazione. Inoltre in queste aziende si stipulano normalmente contratti al 50%, anche se poi gli impiegati vengono fatti lavorare al 130%, almeno finché c’è lavoro. Se il lavoro cala invece, non vengono praticamente più fatti lavorare mettendo in crisi gli impiegati coinvolti e le loro famiglie, perché per mesi non ricevono più uno stipendio regolare. Queste aziende sono gestite da “rispettabilissimi” imprenditori ticinesi, con “manica” in politica e quindi fanno quello che gli pare, infatti non ho mai sentito che una di queste aziende abbia ricevuto la visita di un ispettore del lavoro. Bisogna essere illusi se si pensa che lo stipendio minimo di CHF 4’000.- possa eliminare queste distorsioni a meno di non far rispettare le regole; ma il Ticino ce li ha i soldi per impiegare 200 ispettori del lavoro? Altra domanda, molte di queste porcherie avrebbero potuto essere regolate con un contratto normale di lavoro e quindi un minimo salariale di CHF 3’000.- mensili imposto dal Cantone, perché nessuno dei nostri carissimi Gran consiglieri si è fatto portavoce di questa semplice misura? Era forse più semplice lasciare agli altri il lavoro sporco e aspettare un’iniziativa federale? Probabile di sì, anche se almeno Savoia è coerente, perché i Verdi avevano già lanciato un’iniziativa simile chiamata “Salviamo il lavoro in Ticino“. Hanno anche raccolto anche delle firme; anche se, a confortare quanto sto dicendo, non avevano fissato un salario minimo definitivo per tutti. Comunque anche i Verdi hanno poi lasciato perdere, confidando nei risultati dell’iniziativa federale.

Resta il fatto che questa misura toccherà molto di più le aziende oneste, che trattano degnamente i loro impiegati e che già oggi, talvolta con grandi sforzi, danno uno stipendio decente anche anche ai loro collaboratori meno qualificati e/o al loro primo impiego, sia ai residenti che ai frontalieri. A quest’ultimi dovranno forse aumentare gli stipendi minimi di 300.- o 400.- CHF, solo che questo li poterà al livello dei qualificati (siamo in Ticino) che a loro volta vorranno giustamente più soldi e tutto il bel castello crollerà e qualcuno pagherà; chi? Gli impiegati stessi, tutti quanti, perché i posti di lavoro saranno meno. Ricordo che siamo in un momento di crisi, soprattutto in Ticino, a Zurigo invece l’economia tira di brutto e quindi loro se ne fregano… Nel titolo di questo post ho scritto che “… il Ticino non è ancora pronto”, non intendevo dire ad un salario minimo, ma ad un salario minimo di CHF 4’000.-.

Che poi questa iniziativa sia veramente legata a quella del 9 febbraio, non credo, come non credo nemmeno che tutti coloro che hanno sostenuto quella sosterranno anche questa, ma su questo Savoia ne sa sicuramente molto più di me.

Nell’attesa vale la pena leggere una pagina Facebook contro l’iniziativa e un’altra a favore, al riguardo c’è da dire che la prima vince per numero dei “Mi piace”, sarà un segno?

Fate pure i vostri commenti, ma se non vi va di farli qui mi trovate sempre su Twitter e talvolta anche su Facebook

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