Una passeggiata nel Parco Botanico del Gambarogno

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Un’idea per una passeggiatina domenicale questa volta l’ho avuta dalla trasmissione RSI il Quotidiano ed in particolare dal servizio andato in onda il 29 marzo 2014 intitolato “I colori delle camelie” (attenzione, per vedere il video è necessario Real Player). Stamattina quindi ho “aperto” l’iPad per andare a vedere dove avrei potuto trovare il parco e sono caduto sul sito Internet di Gambarogno turismo. Per un ticinese è facile trovare il parco, ma forse per qualcuno che viene da un po’ più lontano converrebbe sempre mettere un indirizzo preciso, cosa che manca sul sito citato sopra (stesso problema l’ho avuto per questo, in pratica è un vizio non mettere gli indirizzi…). Quindi, per chi ha un GPS, si sieda in auto, accenda il GPS ed inserisca questo indirizzo: Via Parco Botanico, 6579 Piazzogna, Svizzera. Chi invece non è all’avanguardia e vuole cercarsi il posto “alla moda vecchia” segua queste indicazioni.

Da Bellinzona, Lugano, recarsi a Vira Gambarogno, in pratica seguire Locarno e a Quartino svoltare verso la parte sinistra del lago Maggiore (direzione Luino, Italia). Arrivati praticamente nel centro di Vira svoltare a sinistra in direzione di Piazzogna, Vairano. Si continua a salire per 3-4 Km e superato il centro di Piazzogna si prosegue fino al Ristorante Gambarogno (che è ben visibile), ancora qualche metro e poi c’è un bel cartello con scritto Parco Botanico del Gambarogno, siete arrivati, ma attenzione non ci sono molti parcheggi, quindi andateci prima di mezzogiorno, conviene… Chi viene invece dall’Italia può fare il percorso inverso, salendo quindi da San Nazzaro.

Ecco cosa potrete trovare una volta arrivati (testo copiato dal sito di Gambarogno turismo):
…sul dosso di una collina che sembra tuffarsi nel lago, la perizia del vivaista Otto Eisenhut ha creato, su una superficie complessiva di oltre 17`000 metri quadrati, un parco che contiene una miriade di piante: circa 950 qualità diverse di camelie e quasi altrettante di magnolie, per non contare le azalee, le peonie e i rododendri, attorniate da pini, ginepri, edere e abeti esotici o rari in Europa.Dall’ inizio del 2000 il parco è gestito dalla fondazione “Parco botanico del Gambarogno” che vuole assicurare la continuità di questa preziosa offerta paesaggistica, botanica e culturale.La visita, per chi non vuole soffermarsi da specialista, dura un’ora abbondante.

Secondo me però, vale sempre il detto, “un immagine vale 1000 parole”, quindi vi metto qualche foto scattata con il mio iPhone, buon divertimento e andateci, ne vale la pena

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A proposito, se qualcuno avesse posti simili da consigliarmi lo faccia, nell’attesa fate pure i vostri commenti, ma se non vi va di farli qui mi trovate sempre su Twitter e talvolta anche su Facebook

 

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